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La Soprintendenza tiene duro sul progetto della Variante.

La Soprintendenza tiene duro sul progetto della Variante.

È con vivo piacere che la Cruna del Lago saluta la notizia che la Soprintendenza ha ribadito fino in fondo la necessità di una revisione del progetto della Variante. La Conferenza dei Servizi del 29 ottobre, dalla quale sarebbe dovuto venire il definitivo assenso al progetto dell'Anas, non ha infatti raggiunto la necessaria unanimità. Dunque la questione passa al Consiglio dei Ministri con la speranza che a Roma, dove ha anche sede la Commissione Nazionale Unesco, il progetto della Variante, ferma restando l'urgenza della sua realizzazione, possa trovare una forma più rispettosa del paesaggio lariano.

 


Cronaca

Variante Tremezzina La prima ruspa tra 2 anni (se va bene)

Lo scenario Ecco il complicato iter tecnico e burocratico che servirà per arrivare alla posa della prima pietra Il parere definitivo (e inappellabile) spetta al governo

MARCO PALUMBO

Appurato che ormai l’ultimo via libera alla variante della Tremezzina è una questione interna al Governo (con la Soprintendenza e quindi il ministero dei Beni e Attività Culturali di Dario Franceschini sulle barricate e quello delle Infrastrutture di Graziano Delrio che invece sostiene l’opera), la domanda che tutti si pongono ora è: quando verrà posata la prima pietra dell’unica opera finanziata in Lombardia dallo “Sblocca Italia”, quindi dal Governo medesimo? 

Quattro mesi sprecati

La risposta, calendario alla mano, è quasi sconfortante: due anni a partire da , 730 giorni, anzi 731 considerato che il 2016 sarà un anno bisestile. Sempre ammesso che non ci siano problemi, circostanza auspicabile ma assai difficile quanto si è alle prese con un investimento di 330 milioni di euro.

Ai giorni deputati al rispetto dei “tempi tecnici” e dunque persi in burocrazia vanno sommati i quattro mesi e oltre (a far data da giovedì) che il “No” della Soprintendenza, ribadito nell’ultima Conferenza di Servizi dall’architetto Valentina Minosi, ha portato in dote. 

Un cadeau decisamente inatteso. Il perché è presto spiegato: il Provveditorato alle Opere Pubbliche dovrà ora trasmettere ad Anas – ente proponente - una missiva con la chiusura della conferenza dei servizi di giovedì. 

Anas che, a sua volta, dovrà inviare una seconda missiva al Governo, evidenziando il “dissenso” della Soprintendenza. Tempo stimato 20-30 giorni. 

Il Consiglio dei ministri, in base all’articolo 14 quater della Legge 241/90 (e successivi aggiornamenti, l’ultimo dei quali del 2015) – entro i 60 giorni successivi – dovrà prendere una decisione definitiva e inappellabile sull’argomento e, in particolare, sul parere negativo che pesa come un macigno sul futuro dell’opera. E che indotto molti amministratori a paventare scenari piuttosto cupi.

La manifestazione a Milano

Quello del Consiglio dei ministri viene tecnicamente definito un atto di “alta amministrazione”, che metterà la parola fine – in un senso o nell’altro – all’iter di quest’opera che il territorio reclama da tempo immemore. 

Tutti gli enti interessati – non da ultimo la Regione, che ha premuto sull’acceleratore per approvare il decreto di Via (Valutazione Impatto Ambientale) entro la data stabilita (30 settembre) pur con precise prescrizioni – hanno dato il via libera all’opera. Ora si guarda a Roma e a quella che si configura come una disputa tra ministeri, con Infrastrutture da una parte e Beni Culturali dall’altra. Incassato – come il territorio spera – il via libera del Governo, il futuro della variante della Tremezzina ripasserà nelle mani dell’Anas. Tempo stimato per quest’ultima tappa altri 30 giorni. 

Anas che poi procederà all’Appalto, il cui affidamento è stimato nel lasso tra i 12 ed i 18 mesi. Qui sono possibili – altro quesito che in molti si sono posti – (eventuali) migliorie al progetto dell’opera, anche se come più volte ripetuto dalla Provincia – che ha curato tutta la parte tecnica della variante della Tremezzina – «il nostro progetto è inattaccabile sotto tutti i punti di vista».

Insomma, un quadro piuttosto preoccupante, a sintetizzarlo nel grafico qui sotto. E , intanto, una delegazione di città andrà a protestare contro la Soprintendenza davanti alla sede Rai di Milano, in corso Sempione. Affinché tutti sappiano, dicono, i perché di questo tira e molla su una infrastruttura inseguita da decenni.

 

 

15 10 30 LaProvincia noSoprintendenza

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