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16-03-15 Corriere Como

 

La telenovela della Variante

Puntata 17 «La paura fa 90, la Variante fa 120»

In attesa di sapere quali conseguenze avranno le dimissioni del ministro delle Infrastrutture Lupi…

 

 


 

CORRIERE DI COMO  -  Lunedì 16 marzo 2015

Tremezzina, pressing sulla Regione: «Subito a bilancio i 120 milioni»

 

 

Code sulla Statale Regina

Code sulla Statale Regina

Tutti in pressing sulla Regione e sul governatore, Roberto Maroni. Obiettivo: lo stanziamento dei 120 milioni necessari a completare la dotazione finanziaria della variante della Tremezzina. Il linguaggio calcistico si adatta alla situazione che si è venuta a creare dopo la pubblicazione del decreto con cui i ministri dell’Economia e delle Infrastrutture hanno modificato (radicalmente) termini e condizioni per l’appalto della grande opera viabilistica.
Si potrebbe parlare di fiato sul collo. Il concetto rimane identico. Il territorio lariano, pur con qualche eccezione, chiede a gran voce al Pirellone di mettere a bilancio subito i soldi per la Tremezzina.
«Penso che la Regione abbia la possibilità di intervenire per un’opera pubblica così importante e attesa da anni – dice il presidente della Provincia di Como, Maria Rita Livio – Nel frattempo, mi auguro che prosegua con il giusto ritmo il lavoro per giungere all’avvio del cantiere».
«Possiamo quasi dire che ci siamo – dice dal canto suo il sindaco di Argegno, Roberto De Angeli – A questo punto, sarebbe assurdo lasciar perdere tutto per l’impossibilità di trovare i fondi mancanti».
Anche il primo cittadino di Colonno, Luciano Soldati, insiste sul medesimo tasto. «Non penso che la Regione possa tirarsi indietro, il contributo può anche essere “spalmato”, bastano 25 milioni all’anno. Ora non ci sono più alibi e nessuno deve remare contro», conclude.
In realtà, almeno una voce dissonante c’è e proviene dal Movimento 5 Stelle, da sempre scettico sulla opportunità di costruire la variante centrolariana.
A detta del consigliere regionale Stefano Buffagni, «il nuovo decreto dimostra che non sarebbero riusciti a cantierare senza una manovra dilatoria. Il rischio è di trovarci davanti all’ennesimo grande cantiere che procede a rilento e lievita nei costi. Si terrà bloccato un ramo del Lago di Como per un tempo lunghissimo, creando disservizi e distruggendo il turismo. Ci sono soluzioni alternative meno costose – prosegue l’esponente grillino – ma in Italia c’è sempre una grande voglia di opere faraoniche».
Ma le obiezioni dei 5 Stelle non trovano consenso tra le altre forze politiche. Daniela Maroni, consigliera regionale di maggioranza, parla di «opera necessaria e dal valore importantissimo. La Regione Lombardia ha preso l’impegno di finanziare la variante e ha già messo a bilancio una parte dei fondi. Noi ci crediamo e faremo la nostra parte nonostante i tagli dello Stato».
Anche Fiorenzo Bongiasca, sindaco di Gravedona ed Uniti, vicepresidente di Villa Saporiti ed esponente del Nuovo Centrodestra, auspica una rapida conclusione della vicenda.
«La soluzione indicata nel decreto mette le cose a posto ma ciò non significa che possiamo dilatare a dismisura i tempi. Nessuno intende andare alle calende greche, faremo in modo che tutto sia concluso entro settembre. Prima si comincia a lavorare, meglio è. La Regina presto sarà di nuovo un tormento, poniamo fine il prima possibile a questa agonia».


 

LA VARIANTE? NON COSI', GRAZIE!

 

 

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