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Il Motto di Cremia

mottocremia 1Nell'intento di allargare il proprio campo d'azione, coordinandosi con comitati locali d'analoga ispirazione, la Cruna del Lago raccoglie molto volentieri l'appello che giunge da Cremia a favore del Motto, antico borgo medievale d'entroterra, minacciato dal tempo e dall'incuria umana.

Quanto pubblicato è uno stralcio dello studio sul Motto di Cremia, preparato dall'architetto Giorgio Pajetta (335.6829062 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).


IL MOTTO DI CREMIA
STUDIO PER LA TUTELA DELL’ANTICO BORGO

L'antico borgo il Motto di Cremia rappresenta una risorsa culturale di valore incalcolabile per la somma di tracce e valenze storiche che mantiene inalterate da più di mille anni, nonostante l'incuria della civiltà tecnologica e il disfacimento operato dal tempo.
Oggi, una Amministrazione che rivendica i valori del localismo, delle tradizioni culturali e dell'identità lombarde e lariane dovrebbe prendere atto, finalmente, che il Motto di Cremia rappresenta il cuore e l'anima di tutto il comune e di tutti i suoi abitanti e che, dunque, abbandonare la passione civile per il proprio passato vuol dire disconoscere lo spirito del luogo e della storia, con la conseguenza di una mutazione irreversibile del proprio DNA culturale.
Questa breve relazione illustrata ha lo scopo di puntualizzare alcune - certo non tutte – importanti valenze storiche dell'antico borgo per mettere l'Amministrazione di Cremia e tutti gli enti preposti alla gestione e al controllo del territorio dei quattro comuni del Bregagno in condizione di comprendere la grande responsabilità civile che compete la decisione circa il futuro del Motto.

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Ci sembra importante ricordare che la passione culturale che ha guidato questa ricerca è la stessa che abbiamo ritrovato nel Piano Territoriale di Coordinamento che la Provicia di Como ha elaborato nel 2006. Questo strumento urbanistico - cornice culturale di tutti i P.G.T del territorio lariano
- indica nel comune di Cremia tre elementi storici da tutrlare: le chiese di San Vito, la chiesa di San Michele, e il Motto definito “Area complesso fortificato medievale”.
In particolare la relazione al Capitolo 2.1.5 - Centri e nuclei storici - così recita: "Oggi è generalmente e altrettanto diffusa la convinzione che gli obiettivi di recupero e valorizzazione di questo tipo di beni siano da considerare irrinunciabili per una molteplicità di motivi culturali, sociali, nonché economici e la qualificazione dei centri e dei nuclei storici, si muova non solo al principal obiettivo di preservare e rispettare i valori socio-culturali, storici, architettonici, urbanistici e ambientali del territorio, che concorrono a definire l'identità delle sue comunità….I nuclei storici costituiscono una preziosa eredità e testimonianza sulle origini e la formazione delle popolazioni locali che il PTCP considera parte integrante del patrimonio ambientale complessivo del territorio provinciale, e dei quali intende promuovere e sostenere la preservazione".

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I problemi della tutela del Motto di Cremia

Per questi motivi con molto piacere abbiamo aderito all'iniziativa dell'Amministrazione di Cremia che con lo strumento del VAS (valutazione ambientale strategica) intende giustamente ascoltare la voce degli abitanti con consultazione e formulazione di pareri motivati circa la il futuro PGT (Piano di governo del territorio) affinché nasca con criteri di pianificazione sostenibile e di rispetto storico- ambientale. Questo metodo della partecipazione accettato dall'Italia con la firma delle Convenzioni europee e in particolare della Convenzione di Aruhus nel 1998 (Sull'accesso alle informazioni , la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia di ambiente) non dovrà essere solo consultiva come recitano l'Articolo 8 : "I risultati della partecipazione del pubblico sono presi in considerazione nella misura più ampia possibile" .
Alla luce di questo spirito di partecipazione e di trasparenza nei processi decisionali desideriamo offrire all'Amministrazione di Cremia alcune linee-guida inderogabili per chiunque abbia in atto progetti di ristrutturazione, recupero morfologico o di sviluppo turistico legati all'antico borgo del Motto:
- Confermare nel futuro PGT (Piano di governo del territorio) la destinazione di ZONA A1
attualmente vigente riservate ai nuclei antichi del territorio con una particolare ulteriore attestazione che certifichi il riconoscimento del Motto come luogo di cultura storica e giacimento di saperi locali alla base del senso di appartenenza di tutta la comunità di Cremia.

- Evitare qualunque normativa specifica eventualmente legata alle zone di sviluppo turistico che possa derogare le prescrizioni legate ai centri di interesse storico.
- Tutelare con estremo rigore il territorio e l'ambiente immediatamente circostante il Motto, analizzando e studiando, in particolare, i gravi problemi di impatto ambientale che creerà la strada di collegamento tra Colceno e il Motto, attraversando un'area particolarmente dotata di valenze ambientali e storiche (per evitare la distruzione di una splendida stradina panoramica che corre lungo tutto il perimetro a valle dell’antico borgo murato).
- Specificare la normativa e le prescrizioni relative a eventuali interventi di recupero edilizio:

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1. Conservazione dell'attuale struttura urbanistica e morfologica del borgo con la specificazione delle parti da restaurare, le parti da ristrutturare e quelle ( già crollate) da destinare al regime di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione integrale).
2. Conservazione di tutti i materiali edilizi caratteristici dell'edilizia spontanea locale di tradizione medievale: pietra a vista per le murature; coppi in cotto per le coperture; pietra e acciottolati per le pavimentazioni esterne; travi e tavolati in legno per le mansarde e i sottotetti, e per i terrazzi aggettanti; cotto, similcotto, pietra e legno per le pavimentazioni interne; finestre in legno.
3. Consentire e regolamentare eventuali varianti delle facciate con nuove finestre o spostamento delle esistenti che garantiscano una più funzionale distribuzione degli spazi all'interno delle abitazioni.
4. Consentire e regolamentare lo sfruttamento dei sottotetti, limitando al massimo le variazioni dell'altimetria dei corpi di fabbrica.
5. Specificare e regolarizzare eventuali aumenti di volumetria legati all'adeguamento funzionale igienico.
6. Specificare il materiale e il colore di eventuali superfici esterne rivestite con intonaco, secondo rigorosi criteri estetici e storici derivati dallo studio dell'antica architettura lariana.
7. Richiedere un progetto paesistico che evidenzi la sistemazione del verde circostante con specifica di eventuali abbattimentidi piante e di nuove piantumazioni.

Concludendo sollecitiamo tutte le Amministrazioni dei comuni della riviera del Bregagno, le Comunità Montane e le Commissioni dell’ambiente a proseguire la strada dell‘attenzione, della consultazione e della partecipazione al fine di garantire uno sviluppo del territorio in piena armonia con la definizione di paesaggio e della sua tutela ormai universalmente acquisita: "Per paesaggio si intende il territorio espressivo di identità storiche culturali e ambientali il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni"

Cremia 20. 2. 2010

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