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Sala Comacina: Osservazioni PGT

 

Sala Comacina.  Un PGT fortemente criticato
 
Con delibera del 26 ottobre 2011 la Regione si è pronunciata sul Piano di Governo del Territorio del Comune di Sala Comacina presentato il 10 febbraio dello stesso anno e   approvato il 22 luglio successivo. Il parere regionale si articola in un documento di nove pagine fortemente critico sulle scelte dell’amministrazione locale. Senza entrare nel dettaglio, basti dire che nelle considerazioni conclusive si definisce il PGT di Sala Comacina «scarsamente coerente con gli indirizzi e gli obiettivi del Piano Territoriale Regionale» con l’imposizione di numerose modifiche al testo.
 
Aveva visto bene la Cruna del Lago il 21 aprile 2011 nel presentare una serie di osservazioni al PGT che si possono così sintetizzare:
 
-        mancata previsione di tutela e valorizzazione dell’Antica Strada Regina, che pure nel comune di Sala Comacina conserva alcuni dei tratti storici più integri.
 
-        mancata previsione di tutela delle aree agricole adiacenti alla Regina, con specifico riferimento alla coltura dell’olivo e alle rimanenze di versante terrazzato.  
 
-        adozione di un computo della capacità insediativa che favorisce le nuove costruzioni rispetto alla valorizzazione dell’esistente
 
-        adozione di criteri discutibili nei vari ambiti di trasformazione per quel che riguarda le cubature di nuove costruzioni
 
La vicenda torna di attualità il 2 febbraio 2012 grazie a un articolo de «La Provincia», riportato in calce al commento, che con fin troppo ottimismo titola: «La Regione salva gli oliveti di Sala Comacina». A chiudere la tormentata vicenda, giunge infine la delibera comunale del 10 marzo 2012: «Presa d’atto delle osservazioni della regione Lombardia al PGT del 22 luglio 2011 con conseguente integrazione dei documenti allegati.» Come volevasi dimostrare.
 
 
 
 
«La Provincia» 2 febbraio 2012
La Regione salva gli uliveti di Sala Comacina
Audizione a Milano in vista della revisione del PGT
Vecchia Regina limite per le nuova case
Marco Luppi.
 
Oggi, giovedì 2 febbraio, il sindaco di Sala Comacina e i tecnici che hanno concorso all’elaborazione del PGT, compreso l’urbanista Giovanni Franchi, saranno chiamati in Regione a discutere le osservazioni al piano adottato dal consiglio comunale, pubblicato, ma condizionato a subire gli adeguamenti imposti con una nota di nove pagine firmata dai funzionari Maria Rosa Manganella e Maria Maggi. Molto dipenderà dall’audizione, ma si profila l’eventualità che il PGT, a seguito delle sforbiciate del Pirellone debba essere ripresentato in consiglio comunale. Un atto che sembra essere ineluttabile dal momento che la giunta regionale ha fatto proprie le prescrizione del dirigente della struttura di pianificazione territoriale per quanto attiene la limitazione del consumi di suolo, la salvaguardia delle connotazioni ambientali legate alla presenza di estesi oliveti e la necessità di osservare regole rivolte a individuare il tracciato dell’antica Strada Regina, che scorre molto più a monte della statale, come linea di demarcazione per scongiurare l’avanzata del cemento non solo a Sala ma in tutta la Tremezzina.
 
In sostanza, l’antica strada costruita dai Romani, scritta per l’intero percorso da Como a Sorico da Mariuccia Zecchinelli Belloni in un libro del 1960, migliorata dalla longobarda regina Teodolinda, dovrebbe segnare una linea invalicabile estesa da Colonno a Menaggio e anche oltre. A monte del tracciato dovrebbe scattare la salvaguardia del paesaggio lariano. Viti, ulivi, cascine, caratteristici muri a secco, ronchi, orti e giardini dovrebbero essere rigorosamente rispettati da un percorso d’élite rappresentato ai tempi nostri per molti tratti dalla greenway del Lario.
 
La proposta, rivota a porre un limite alla cementificazione selvaggia che ha lasciato il segno da Carate Urio in su con eventi eclatanti in Tremezzina, Menaggio e Alto Lago, viene enunciata dalla Cruna del Lago. Con una nota rivolta ad amministratori comunali e urbanisti in tempi di elaborazione dei piani di governo del territorio, il presidente Attilio Furini ha portato all’attenzione pubblica il problema del consumo del suolo che a suo dire «si circostanzia non solo in termini di superfici interessate all’espansione edilizia, ma riguarda anche la tipologia e la qualità degli insediamenti, le connotazioni di certe architetture, le scelte dei colori».
 
«Fatte salve le reali esigenze di pubblica utilità, il primo obiettivo da porsi – afferma la Cruna del Lago – è il riconoscimento di alcuni principi generali per una gestione più responsabile del territorio. C’è chi parla di consumo zero auspicando il recupero di quanto già edificato e ben vengano amministrazioni intenzionate ad assumere questo impegno. Ancora più importante, tuttavia, sarebbe che tutti i comuni si allineassero su una posizione chiara e ragionevole, rappresentata dalla proposta di considerare il tracciato della storica Via Regina quale limite altimetrico superiore da porre all’espansione edilizia». Si tratterebbe di fare della vecchia strada l’ultima trincesa a difesa delle sponde lariane.
 
 

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