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Lenno: osservazioni PGT

Il PGT del Comune di Lenno, un bel pasticcio politico  

 
La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è il processo che precede l’approvazione del Piano di Gestione del Territorio (PGT) e comprende tra l’altro una fase di confronto pubblico con gli attori del processo decisionale e con i residenti. È in questa fase che la Cruna del Lago ha potuto inoltrare una serie di osservazioni alle iniziative di sviluppo urbanistico pianificate dal comune. La stessa iniziativa è stata presa dal FAI, il Fondo Ambiente Italiano, proprietario di villa Balbianello e dunque interessato molto da vicino a tutto quel che riguarda da vicino il promontorio del Lavedo. A livello istituzionale, invece, si sono espresse in modo analogo la Provincia di Como, cui spetta la successiva approvazione del PGT, la Soprintendenza ai beni paesaggistici e la Commissione paesaggio dell’Unione Comuni della Tremezzina. Nel complesso le osservazioni sono state concordi nel criticare l’impostazione urbanistica dell’amministrazione locale. Quel che ne è derivata all’interno della giunta è stata una spaccatura politica che ha visto contrapposto il sindaco Pozzi nel rivendicare piena autonomia di scelta e il vicesindaco Sonia Pozzi nel preferire una linea di compromesso e dunque di arretramento sulle scelte urbanistiche più discusse. Il dissidio, tuttavia, s’è rivelato insanabile e ha portato all’esautorazione del vicesindaco che si è accomodato tra i banchi della minoranza.
 
Al di là dello scalpore suscitato dal fatto di cronaca, è la posizione oltranzista del sindaco che merita un commento. Nell’articolo de «La Provincia» del 25 aprile 2012 che si riporta a seguire il primo cittadino di Lenno sembra ridurre l’urbanistica, ovvero la pianificazione del territorio, a un’attività di promozione immobiliare e di rilancio del settore edilizio. Peccato che l’andamento del mercato immobiliare a livello nazionale e locale lo smentisca. A detta dell’Istat il mercato delle nuove costruzioni sta vivendo ormai da tempo un calo a doppia cifra e le associazioni di categoria sono le prime ad auspicare un maggiore impegno nel recupero del patrimonio edilizio esistente. Il riscontro è immediato anche sul lago di Como, con migliaia di nuove costruzioni invendute e forti perplessità sull’origine dei capitali che vengono destinati a ulteriori speculazioni. Senza sottovalutare il fatto che il gran numero di immobili costruiti attorno agli anni 50-60, ormai inadeguati dal punto di vista energetico, saranno probabilmente destinati alla svendita come conseguenza della stretta fiscale dell’IMU. Recuperare l’esistente consentirebbe non solo un risparmio di suolo ma anche la salvaguardia di quelle imprese artigianali del luogo sempre più spesso spiazzate dalla concorrenza esterna. Infine, tornando alle dichiarazioni riportate nell’articolo della Provincia non passi inosservato l’inquietante avvertimento lanciato dal sindaco di Lenno, – «Stiano attenti a non tirare troppo la corda», – agli attivisti della Cruna del Lago, un’associazione locale che ha scelto modalità e tempi di legge per avanzare osservazioni a uno strumento urbanistico. Se infatti ognuno ha il dovere di misurare le parole, a maggior ragione dovrebbe farlo un pubblico ufficiale. Quanto ai restanti contenuti, una segnalazione: su certi argomenti, – la cascina Arconati sul promontorio del Lavedo, l’espansione artigianale nell’alveo del Perlana, il parcheggio e l’ampliamento dell’albergo Lenno, – il giornalista de «La Provincia» legge a modo suo le osservazioni presentate dalla Cruna del Lago, per chiarezza riportate in seguito. Un successivo articolo, comparso su «La Provincia» del 29 agosto 2012, getta nuova luce sulle proposte edificatorie nella zona del Ceppo, dimostrando come le spinte speculative, nonostante la crisi del settore edilizio, sono sempre fortissime.
 
 
Marco Luppi, «La Provincia» 29 agosto 2012
 
Il sistema per costruire nel verde
  
Nella zona del ceppo, a Lenno, gli indici di edificabilità ufficiali non faranno più testo
 
Chi compra i diritti immobiliari in zone meno tutelate potrà sommarli a quelli esistenti
 
… Gli scogli da superare per quanto attiene l’urbanistica sono notevoli in quanto il PGT, superata la fase della pubblicazione, dovrà essere ridiscusso in aula alla luce delle osservazioni formulate da cittadini, associazioni e istituzioni. Ci sono di mezzo le sollecitazioni della Provincia e della Soprintendenza rivolte a stralciare diverse zone di espansione nelle quali sono previsti insediamenti, soprattutto nella zona del Ceppo. Qui sono previste due ipotesi in virtù dell’aumento degli indici reso possibile dall’acquisto di volumi dal registro comunale dei diritti edificatori, una norma nuova per gli strumenti urbanistici finora adottati nei paesi del lago.
 
Si possono fare un paio di esempi riferiti agli ambiti di trasformazione AT01 e AT02 del Ceppo, la zona che volge verso Ossuccio appena sopra le prime cappelle del Sacro Monte della Madonna del Soccorso con meravigliosa vista sul lago. Per l’area AT01 di 4711 metri quadrati è previsto un indice di edificabilità di 0,15 con altezze massime di 7 metri e possibilità di edificare edifici per 680 metri quadrati, cioè due edifici bifamiliari di 340 metri quadrati ciacuno, Acquistando i volumi in altre parti del territorio comunale dov’è contemplata l’edificabilità, le prospettive d’incremento salgono fino a 0,25, ovvero fino a un massimo di 1190 metri quadrati, con insediamento sulla stessa area di tre edifici bifamiliari di 340 metri quadrati ciascuno e di un edificio monofamiliare di 170 metri. Nella zona di trasformazione AT02 di 52343 metri quadrati, sempre al Ceppo, la prima ipotesi prevede costruzioni per 700 metri quadrati traducibili in due complessi bifamiliari e uno monofamiliare. La seconda ipotesi grazie all’acquisto della volumetria permetterebbe invece di costruire 1260 metri quadrati ovvero tre complessi bifamiliari e altri 3 monofamilari di 140 metri ciascuno.
 
Marco Luppi, «La Provincia» 25 aprile 2012
 
 
 
Un paesaggio da salvare «Troppi mattoni su Lenno»
  
La Cruna del Lago chiede più tutele per il futuro urbanistico
 
No alle case vicino all’Acquafredda e condomini all’ABB
 
Molte le osservazioni alla valutazione ambientale strategica, anteprima del Piano di Governo del Territorio, presentate dall’associazione ambientalista La Cruna del Lago. «Il territorio lennese – scrive il presidente Attilio Furini – ha caratteristiche e valore da meritare un particolare impegno di tutela. Nella visione d’insieme del territorio, specie dal lago, risalta la suddivisione per fasce altimetriche: quella pittoresca edificata a lago, l’intermedia a tradizionale vocazione agricola e il tratto boschivo che sale fino ai pascoli dello spartiacque. Una realtà di paesaggio, che richiede puntuali attenzioni con particolare riferimento alla fascia storicamente vocata alla coltura dell’olivo, oggi minacciata dall’espansione edilizia. Chiediamo pertanto la massima attenzione alla percezione del paesaggio nel suo insieme.  
 
Il documento passa in rassegna le zone interessate della pianificazione urbanistica nei prossimi anni. Per l’ambito ABB, il gruppo chiede di rinunciare al premio volumetrico del 30 per cento rispetto all’attuale assetto in quanto «non giustificato» e suggerisce di non alzare le altezze degli immobili esistenti. Per l’abbazia dell’Acquafredda vengono bocciati i nuovi parcheggi e le nuove case, in una zona rurale utile per la coltivazione dell’olivo. Quanto al Lavedo, dove il Comune possiede 25mila metri quadrati attorno alla cascina Arconati, non vengono condivisi l’idea di impianti sportivi, l’ampliamento dell’imobile esistente e la destinazione ad agriturismo, al quale è preferito una fattoria didattica per la divulgazione della pratica olearia. Per la località Ceppo posta a mezza costa, destinata a edilizia residenziale, viene richiesto un ricalcolo in senso restrittivo e altro diniego viene espresso, in quanto caso per timori idrogeologici, per un’espansione edilizia artigiana vicino al torrente Perlana. Per l’ampliamento dell’Albergo Lenno c’è un secco no. «Il complesso – dicono quelli della Cruna – ha già goduto in passato di un significativo aumento di cubatura».
 
 
 
La replica del sindaco
 
«Loro la villa ce l’hanno e intorno vogliono gli ulivi»
  
«L’edilizia sul lago è quasi del tutto ferma e si fanno soltanto dei modesti interventi di riqualificazione – risponde il sindaco Mario Pozzi – e con tutto il rispetto consiglio a quelli della Cruna di non tirare troppo la corda. Ci sono imprese artigiane che cessano l’attività, altre che licenziano quell’uno o due dipendenti.»
 
Il futuro urbanistico del paese, uno dei più belli del lago, secondo il sindaco non prevede colate di cemento: «Né da parte mia, né da parte dei consiglieri di questa maggioranza c’è intenzione a rovinare il territorio lennese. Basti pensare che il piano di coordinamento provinciale accorda al territorio di Lenno una espansione di 30mila metri cubi. Ne utililizzeremo soltanto 7mila con opere bene inserite nell’ambiente e nel paesaggio. Con tutta schiettezza sostengo che gli aderenti alla Cruna prima si sono sistemati nelle loro ville e ora vorrebbero vedere attorno soltanto olivi. Mi pare un eccesso di egoismo. Nessuno pensa a quei genitori che a coronamento dei sacrifici di una vita vohliono destinare un pezzo di terra alla costruzione di una casetta per il figlio. Perché nell’ambito di quei 7mila metri cubi riferiti a tutto il territorio è di questo che si tratta. Sarei il primo a vergognarmi in caso di compromissioni del paesaggio». Pozzi difende le scelte per l’area ABB, per l’agriturismo al Lavedo e per quello che si andrà a costruire quali pertinenze dell’Acquafredda, che non cambierà destinazione, anzi manterrà aperta nel fine settimana l’attigua chiesetta. «L’albergo lenno – dichiara Pozzo – porterà proventi e lavoro in paese a vantaggio di tutti mentre nella zona del Ceppo non si farà niente di nocivo. I terrazzamenti verranno rispettati e in quel luogo è da sempre inserita una fascia edificabile».
 
 
 
La cruna del lago - Osservazioni VAS - 05 marzo 2012 1
 
L’associazione La Cruna del Lago (CF 93010660137) con sede in Griante – Via Statale 57, nella persona del signor Attilio FURINI, in qualità di Presidente
 
- visto l’avviso con il quale il Comune di Lenno informa della possibilità di prendere visione della documentazione costituente la VAS – Valutazione Ambientale Strategica – preliminare alla adozione del PGT comunale, presenta le seguenti OSSERVAZIONI
 
1. – Il territorio del Comune di Lenno ha caratteristiche di tale varietà e valore da meritare un particolare impegno di tutela. Nella visione d’insieme del territorio, specie dal lago, risalta la suddivisione in fasce altimetriche, con la pittoresca fascia edificata a lago, l’intermedia fascia a tradizionale vocazione agricola e infine il tratto boschivo che sale fino alle praterie dello spartiacque. È questa una realtà di paesaggio che richiede puntuali attenzioni, con particolare riferimento alla fascia storicamente vocata alla coltura dell’olivo, ma oggi minacciata da un’espansione edilizia raramente consapevole del suo valore. Trattazione a se stante merita la penisola dell’Avedo con la villa del Balbianello: trattasi di un unicum paesaggistico e architettonico già in parte tutelato, grazie alla proprietà del Fondo Ambiente Italiano, ma non ancora del tutto al riparo da una strisciante erosione speculativa. Questo caso anticipa come il quadro lennese sia impreziosito da beni architettonici di grande importanza. Uno per tutti, l’abbazia dell’Acquafredda, che si cita sia per il suo ruolo centrale nella caratterizzazione del paesaggio locale, sia per le ricorrenti minacce all’integrità del complesso e della fascia verde di rispetto. Tutto questo, nel quadro più ampio della Tremezzina, che consente di comprendere come la realtà locale trovi collocazione in una prospettiva più ampia. È così che si riesce a cogliere il valore complessivo del territorio attraversato dall’Antica Via Regina e punteggiato dagli insediamenti religiosi che scandivano il cammino dei pellegrini. Emerge così un valore d’insieme, riconducibile al concetto della pace: la strada da percorrere per giungere alla pace dell’anima; l’olivo come simbolo materiale della pace. È questo il valore d’insieme del territorio lennese che viene trascurato dagli strumenti urbanistici, che giustamente mettono a fuoco il dettaglio ma non colgono il discorso di più ampio respiro. La prima osservazione mossa al documento di VAS riguarda dunque questa dimensione d’analisi. Si richiede dunque particolare attenzione alla percezione del paesaggio nel suo insieme e in particolare all’approfondimento del tema della tutela dei tratti storici dell’Antica Via Regina e del territorio vocato alla coltura dell’olivo.
 
 
 
2. – Alla luce della premessa al punto 1, nel dettaglio delle singole proposte della VAS, si osserva quanto segue:
  
2.1 - ARU01
 
Ambito di Riqualificazione Urbana «ABB / Cimitero / Oratorio»
 
La riqualificazione degli edifici industriali ABB e relativo parcheggio, del cimitero comunale e degli spazi sportivi dell’oratorio riguarda un’area molto significativa del centro storico per superficie (14.099 mq) e collocazione, tangente alla Statale 340 e in asse visuale con la principale discesa a lago.
 
2.1.1 - La prima osservazione riguarda la valutazione dell’ambito di trasformazione, per certi versi troppo ottimistica (bioarchitettura, social housing, economia e servizi pubblici) e per altri irrealistica (consumo di suolo, risorse idriche, rifiuti). Si richiede pertanto un ricalcolo di tale valore.
 
2.1.2 - Quanto ai dati di progetto, risalta il mantenimento dell’altezza massima consentita al valore del più alto edificio attuale, senza specificare tale dato. Si richiede perciò di riformulare la limitazione in senso più restrittivo, modulandole in modo differente a seconda delle posizioni e dei coni visivi significativi, con particolare riferimento al nucleo storico di Tregola.
 
2.1.3 - In termini di volumi, si chiede di rinunciare al premio volumetrico del 30%, ingiustificato, stante il notevole plusvalore derivante dal semplice cambio di destinazione d’uso dell’area e degli edifici riqualificati o costruiti ex novo.
 
2.1.4 - Quanto alle linee guida, si richiede di formulare la raccomandazione della massima cura nella progettazione architettonica della nuova fronte verso la strada statale, trattandosi del tratto più interno all’abitato e caratterizzante dello stesso. Si richiede in particolare che la popolazione possa apprezzare questo nuovo prospetto delineandolo al vero tramite modine.
 
2.1.5 - Sempre in termini di linee guida, si richiede di escludere la biblioteca comunale da qualsiasi proposito di trasferimento dall’attuale sede, che è molto significativa in quanto manufatto di archeologia industriale riqualificato da un intervento architettonico esemplare.
 
2.1.6 - Si richiede inoltre di subordinare la ridistribuzione dei volumi alla formazione di una fascia di rispetto cimiteriale da adibire a verde pubblico.
 
 
 
2.2 - ARU02
 
Ambito di Riqualificazione Urbana «Abbazia dell’Acquafredda»
 
Questa proposta di “riqualificazione urbana” riguarda il complesso monumentale dell’Abbazia dell’Acquafredda, monumento tutelato ai sensi del D. Lgs 42/04, del quale si prevede sostanzialmente un ampliamento di superficie di 1000 mq.
 
2.2.1 – La prima osservazione riguarda la natura stessa della proposta, impossibile da definire “riqualificazione”, stante la destinazione religiosa del complesso, che non risulta avere necessità di ampliamenti funzionali in tal senso e soprattutto di tale entità. A meno che impropriamente non si preveda fin d’ora una dismissione dell’attività religiosa e una destinazione a uso residenziale da sottoporre a tutt’altra valutazione. Si richiede perciò lo stralcio di questo AUR dal presente documento di VAS.
 
2.2.2 – Ammesso e non concesso che di “riqualificazione” si possa parlare, ulteriore osservazione riguarda l’impatto visivo delle nuove opere (costruzioni, parcheggi). L’abbazia dell’Acquafredda costituisce un elemento inconfondibile del paesaggio lennese, percepibile da grande distanza e da diverse angolazione, e sarebbe doveroso salvaguardarlo nel modo più rigoroso. Si richiede perciò di valutare l’impatto paesaggistico della “riqualificazione” in modo rigoroso, ovvero dai punti più significativi dell’abitato e soprattutto dal lago.
 
2.2.3 – La previsione di nuovi parcheggi suscita perplessità per vari motivi: collocazione su superfici scoscese; accesso mediante viabilità allo stato attuale dei fatti inadeguata; necessità di demolire l’antico ingresso in pietra al complesso. Oltre a queste considerazioni pratiche, indispone l’idea di violare la fascia di rispetto abbaziale con infrastrutture tanto materiali. Si richiede perciò di annullare la proposta di nuovi parcheggi o in subordine di riformularla sia per numero di posti auto sia per collocazione.
 
2.2.4 - La nuova costruzione è prevista in area a verde che, come riconosce la scheda, rientra tra le superfici funzionali all’approvvigionamento idrico della rete pubblica. Questo primario fattore d’utilità pubblica è da anteporre al discutibile beneficio di nuovi volumi, dei quali si richiede dunque l’annullamento.
 
2.2.5 – La proposta edificatoria interessa una zona rurale di provata vocazione per la coltura dell’olivo. Si chiede pertanto di orientare la “riqualificazione” del sito in una prospettiva agroalimentare, promuovendo l’impianto di nuovi oliveti, sicuramente compatibili, anche in termini simbolici, con la destinazione religiosa del complesso esistente.
 
 
 
2.3 - ATR01
 
Ambito Turistico – Ricettivo «Dosso dell’Avedo»
 
La proposta riguarda una superficie di 24.997 mq a verde, per lo più a prato, con zone marginali a bosco, nell’ambito di eccezionale interesse naturalistico della penisola dell’Avedo, a margine di villa Balbianello, di proprieta del Fondo Ambiente Italiano.
 
2.3.1 – L’osservazione riguarda l’opportunità di sottoporre a urbanizzazione una zona naturale che con pochi e semplici interventi potrebbe essere trasformata in un parco / riserva naturale di facile accesso per chiunque, residente o visitatore. La prevista installazione di generiche attrezzature sportive è stridente con la bucolica bellezza del luogo, anche per la necessità di creare una viabilità d’accesso di impatto considerevolmente maggiore alla sentieristica confacente alle attività di escursionismo naturalistico. Si richiede perciò di riconsiderare l’intervento in termini di minimo o nullo incremento edificatorio.
 
2.3.2 – In alternativa a quanto previsto, si segnala l’opportunità di sfruttare l’ampia distesa erbosa per l’impianto di un oliveto dimostrativo e di destinare le cosiddette cascine Arconati a fattoria didattica orientata alla divulgazione della pratica olearia connaturata alla realtà lacustre lariana. Si richiede perciò la considerazione del rilancio dell’attività agricola sotto l’egida dell’AIPOL (Associazione Interprovinciale Produttori Oleari Lombardi) rappresentata in loco dall’agronomo Giandomenico Borrelli.
 
2.3.3 – In considerazione del chiaro orientamento del Fondo Ambiente Italiano, proprietario di gran parte della penisola dell’Avedo, a favore della tutela naturalistica del sito e della sua valorizzazione in termini di turismo ecocompatibile, si richiede all’Amministrazione Comunale di rivedere l’intero progetto in termini di partenariato nella gestione del territorio.
 
2.3.4 – Quanto all’ipotesi di qualsivoglia intervento con la formula del project financing, si richiede all’Amministrazione Comunale di considerare alternativa a un contratto che di fatto consegnerebbe a investitori privati un bene pubblico per un periodo molto lungo, anche trentennale, al termine del quale l’ambito potrebbe risultare irrimediabilmente snaturato.
 
 
 
2.4 - Ambiti di trasformazione AT01 – AT02 «Località Ceppo»
 
L’ambito di trasformazione AT01 riguarda una superficie di 4711 mq in località Ceppo, al margine nord dell’abitato, descritta nel documento di sintesi come “area prativa di mezza costa caratterizzata dalla presenza di piccoli terrazzamenti, posta ai margini di una zona boschiva.” L’ambito di trasformazione AT02 riguarda una superficie di 5243 mq in località Ceppo, al margine nord dell’abitato, descritta nel documento di sintesi come “area prativa di mezza costa posta ai margini di un’area boscata, caratterizzata da piccoli terrazzamenti e da un percorso pedonale.
 
In entrambi i casi si prospetta un’espansione edilizia su aree non urbanizzate con elevato valore paesaggistico e problematiche di accesso.
 
2.4.1 – L’osservazione di fondo riguarda la reale necessità di nuove zone di espansione edilizia, stante la riconversione del ARU01 «ABB / Cimitero / Oratorio», in buona parte destinata a nuove realtà di edilizia residenziale. Si richiede dunque di riconsiderare le stime urbanistiche in tal senso e di stralciare questi ambiti dalle previsioni di sviluppo edilizio a breve.
 
2.4.2 – La seconda osservazione riguarda la valutazione dell’ambito di trasformazione, poco attendibile per eccesso quando si considerano fattori favorevoli e per difetto quando si valutano quelli negativi. Si richiede pertanto un ricalcolo in senso restrittivo di tale parametro di giudizio. 2.4.3 – La terza osservazione riguarda l’opportunità di prevedere espansioni edilizie in aree interessate dal corridoio ecologico. Nel dettaglio normativo (art. 11 NTA, comma 5) la proposta non appare “ adeguatamente motivata sotto il profilo ambientale ” e non considera il fatto che ogni intervento deve comunque “ garantire la coerenza con l’assetto strutturale e la funzionalità complessiva della rete ecologica ”. Si richiede pertanto di riformulare in tal senso qualsivoglia prospettiva d’intervento.
 
2.4.4 – La quarta osservazione riguarda la tradizionale vocazione di questa fascia di territorio alla coltivazione dell’olivo, che è matrice percettiva caratteristica del paesaggio della Tremezzina e del Lennese in particolare. Il sito, inoltre, ha notevole valore paesaggistico, sia per la percezione visiva d’insieme, sia per le caratteristiche morfologiche (terreni terrazzati, dei quali gli strumenti urbanistici provinciali e regionali raccomandano la conservazione). Si richiede pertanto di inserire questi fattori nella valutazione di qualsivoglia intervento vada a incidere sulla superficie agraria.
 
 
 
2.5 - Ambito di trasformazione AT03 «Alveo Torrente Perlana»
 
L’ambito di trasformazione AT03 riguarda una superficie di 2839 mq in località Campo, descritta nel documento di sintesi come “Area prativa piantumata racchiusa tra una fascia boschiva e il letto del torrente Perlana”.
 
La proposta riguarda un’espansione edilizia a carattere artigianale.
 
2.5.1 – La prima e più immediata osservazione riguarda l’opportunità di prevedere un’espansione edilizia nell’alveo di un torrente del quale sono storicamente documentate esondazioni catastrofiche, in un ambito dove la geologia sta a dimostrare come la portata degli eventi eccezionali sia stata tale da modificare notevolmente la morfologia del luogo. Si richiede perciò di escludere il sito da qualsiasi previsione di sviluppo edilizio.
 
2.5.2 – Se la precedente richiesta non venisse accolta, una seconda osservazione riguarda l’impatto paesaggistico dell’intervento prospettato. L’alveo del torrente, infatti, forma una sorta di cannocchiale che guida lo sguardo verso la Val Perlana, segnata all’imbocco dalla presenza del Santuario del Soccorso (Patrimonio Unesco) e dell’Abbazia dell’Acquafredda, sullo sfondo di un’intatta cornice di vegetazione. La presenza di un nuovo insediamento artigianale, presumibilmente d’aspetto poco pittoresco, appare inopportuno. Si richiede pertanto di riconsiderare qualsivoglia prospettiva di trasformazione del sito in termini di massimo rispetto paesaggistico.
 
2.5.3 – La terza osservazione riguarda la valutazione dell’ambito di trasformazione, poco attendibile per eccesso quando si considerano fattori favorevoli e per difetto quando si valutano quelli negativi. Si richiede pertanto un ricalcolo in senso restrittivo di tale parametro di giudizio.
 
 
 
2.6 - Ambito di trasformazione AT04 «Abbazia Acquafredda»
 
L’ambito di trasformazione AT04 riguarda una superficie di 6019 mq, a sud dell’Abbazia dell’Acquafredda» in prossimità della frazione Masnate, descritta nel documento di sintesi come “area prativa di mezza costa non interessata da costruzioni”.
 
La proposta riguarda la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali.
 
2.6.1 – L’osservazione di fondo riguarda la reale necessità di nuove zone di espansione edilizia, stante la riconversione del ARU01 «ABB / Cimitero / Oratorio», in buona parte destinata a nuove realtà di edilizia residenziale. Si richiede dunque di riconsiderare le stime urbanistiche in tal senso e di stralciare questo ambito dalle previsioni di sviluppo edilizio a breve.
 
2.6.2 – La seconda osservazione riguarda il valore paesaggistico del contesto dell’abbazia dell’Acquafredda, che rappresenta uno degli elementi caratteristici del quadro lennese e a scala più ampia della Tremezzina. L’intervento prospettato andrebbe a incidere sensibilmente nella percezione a breve e lunga distanza, soprattutto dal lago, di una porzione di territorio notevole importanza. Si richiede perciò di stralciare questo ambito da previsioni di sviluppo edilizio o in subordine di riformulare la proposta in termini molto contenuti.
 
2.6.3 – La terza osservazione riguarda la tradizionale vocazione del luogo alla coltura dell’olivo, che è matrice percettiva caratteristica del paesaggio della Tremezzina e del Lennese in particolare.
 
Tale vocazione è rafforzata simbolicamente dalla vicinanza del complesso religioso dell’Acquafredda. Si richiede pertanto di inserire questi fattori nella valutazione di qualsivoglia intervento vada a incidere sulla superficie agraria.
 
 
 
2.7 – Osservazioni n. 2-3-4 del 3 marzo 2010 - «Albergo Lenno»
 
La richiesta, avanzata dalla società COBIT Spa, riguarda
 
- l’ampliamento volumetrico del complesso a destinazione alberghiera
 
- Formazione di nuovo parcheggio
 
2.7.1 – La prima e più spontanea osservazione riguarda l’opportunità di concedere un consistente ampliamento volumetrico (30%) a destinazione alberghiera in una zona nevralgica della viabilità urbana per il convergere della strada di lungolago e della discesa dalla statale verso l’angusto piazzale dell’approdo della Navigazione Lariana. La destinazione alberghiera del complesso lascia prevedere un traffico automobilistico ben più intenso di quello attribuibile a una normale realtà residenziale. Si ricorda, tra l’altro, che il complesso in oggetto ha già goduto in passato di un significativo aumento di volume. Si chiede pertanto di considerare in dettaglio le ripercussioni
 
dell’ampliamento richiesto sulle dinamiche del sito e di rivedere in termini di diniego o quanto meno di forte riduzione la concessione di nuova volumetria.
 
2.7.2 – La seconda osservazione riguarda l’opportunità di prevedere la formazione di un nuovo parcheggio previa copertura di parte del tratto terminale del torrente Pola. Lo stato di dissesto geologico del corso d’acqua è noto tanto da essere oggetto di specifica presa d’atto comunale (delibera n. 02 del 09.02.2012). La copertura dell’alveo costituisce grave ostacolo alla dispersione del flusso di piena di un corso d’acqua notoriamente incline a intensi e improvvisi fenomeni alluvionali. Questo rischio viene amplificato dalla non remota possibilità di ostruzione del tratto torrentizio coperto, per l’improvviso trasporto a valle di ramaglie e altri materiali. Si richiede pertanto di escludere la formazione del parcheggio richiesto e in genere di qualsiasi opera che in tale sito costituisca fattore di incremento del rischio idrogeologico.
 
2.7.3 – La terza osservazione riguarda la valenza paesaggistica delle foci fluviali, riconosciuta dagli strumenti urbanistici provinciale e regionali. Nello specifico caso, il tratto terminale del torrente Pola forma un cannocchiale che guida lo sguardo di chi transita sul ponticello esistente verso l’entroterra e la valle del Perlana. Trattasi di una veduta significativa, che merita adeguata tutela. Si richiede pertanto di considerare anche questo aspetto nella valutazione di qualsiasi intervento riguardi l’alveo torrentizio.
 
**
 
Si confida nell’accoglimento delle presenti osservazioni e si resta a disposizione per un confronto diretto con l’Amministrazione.
 
Menaggio, lì 5 marzo 2012
 
Attilio FURINI
 
Presidente «La Cruna del Lago»
 

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