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Lettera aperta alla Soprintendenza

E ancora, sempre a Sala Comacina, un'altra grande casa cubica, bianchissima, apparentemente piombata dal cielo talmente è fuori contesto: fastidiosa a vedersi sia dal lago, sia dall'Antica Regina, che passa nei pressi. Con un'aggravante: uno di quei volumi tecnici, cabine di ascensori, che lungo tutto il lago spuntano come funghi, scintillanti d'acciaio e vetro! Ma possibile che non ci sia modo migliore per trattarli? Ed è proprio necessario che queste nuove case debbano avere un parcheggio sul tetto? Non sarebbe forse il caso ogni tanto di dire no? Non c'è da stupirsi se poi la gente comune non capisce perché una piccola modifica a un fabbricato esistente richieda progetti e lungaggini. Infine, volendo spaziare oltre la Tremezzina, non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta. Oltre all'aspetto, è anche la scala di certi interventi che spesso stride con il paesaggio. A Laglio, per esempio, è ormai pronto alla consegna un impressionante resort a pelo d'acqua, cinque piani più darsena. Vabbè che prima c'era un orrendo cantiere nautico e che il progettista è quotato, ma che cosa c'entra quello sfacciato condominio tutto vetri con il romantico paesaggio del nostro lago? Ricordando che sul Lario i turisti per lo più ricercano le atmosfere descritte da Stendhal, - "Tutto è nobile e delicato, tutto parla d'amore, nulla ricorda le bruttezze dell'incivilimento," - chissà mai che sentimenti potrà suscitare un'edificio così avveniristico? 

La tutela del paesaggio è sulla bocca di tutti, ma con scarsi risultati. Esiste infatti una pletora di piani, programmi e valutazioni su questa materia, ma ben pochi, forse nessuno, sono gli strumenti di governo del territorio che ne tengono efficacemente conto nella gestione a livello comunale; questo, non solo nel caso di nuove edificazioni, ma anche di ristrutturazioni, che, pur partendo da volumi esistenti, possono giungere a esiti di ancor più rilevante impatto paesaggistico. Ebbene, sappiamo che proprio in questi giorni sta partendo la revisione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Como (al quale La Cruna del Lago ha contribuito con una serie di osservazioni nel giugno 2011), per adeguarlo alla parte paesaggistica del Piano Territoriale Regionale (PTR) della Lombardia. Non ci pare troppo chiedere che lo strumento provinciale individui degli ambiti di sensibilità, ovvero zone di più stringente tutela, come per esempio la Tremezzina, prescrivendo poi morfologie, materiali e colori coerenti alla loro specifica realtà, a contenimento dei voli pindarici dei progettisti e a maggiore sostegno del difficile lavoro della Soprintendenza. L'auspicio è che, grazie anche al contributo di associazioni e cittadini, questa revisione possa giungere alla formulazione di norme più stringenti, - possibilmente poche, chiare e ineludibili, - affinché la stesura dei singoli Piani di Governo Territoriale (PGT) da parte dei Comuni sia esente da interpretazioni fuorvianti. E che possibilmente su questi basi l'Amministrazione o magari gli stessi organi di categoria, possano promuovere corsi di aggiornamento a favore degli operatori del settore. Noi della Cruna del Lago saremo in prima linea per promuovere il dibattito, contribuire fattivamente e verificarne gli esiti... 
Attilio Furini 
Presidente «La Cruna del Lago» 
Menaggio, 30 gennaio 2014

 

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