TEMATICHE

PER RIMANERE INFORMATI


Iscriviti alla nostra newsletter

STATISTICHE

Ossuccio: autosilo abusivo

Ossuccio. Rinvio a giudizio per l’autosilo con bed&breakfast

La Procura di Como ha disposto il rinvio a giudizio per le tre persone, – proprietario, direttore dei lavori e titolare dell’impresa, – responsabili del cantiere dell’autosilo di Spurano. Il cronista de «La Provincia» sottolinea il fatto che non succede spesso che violazioni in materia urbanistica approdino nell’aula di un tribunale: sarà per l’ubicazione del cantiere, in una fascia di particolare rilievo paesaggistico; sarà per questioni idrogeologiche, stante l’instabilità del suolo alluvionale; sarà per la consistenza del presunto abuso, 800 metri cubi, ovvero oltre il 20 per cento del consentito… Sembrano confermati, dunque, i dubbi sollevati con un esposto dalla Cruna del Lago circa le modalità di urbanizzazione di questo lotto di terreno compreso tra la statale e il tracciato storico del’Antica Regina, che perde un altro tratto di paesaggio a causa della costruzione dei due piani fuori terra adibiti a bed&breakfast (concessi come modifica in corso d’opera!). Il giornalista chiude accennando all’ipotesi di un condono, ovvero a una soluzione che, per quanto onerosa, escluda qualsiasi demolizione. Il fatto è che le strutture abusive fanno parte del volume seminterrato e la loro demolizione potrebbe pregiudicare la stabilità di quelle soprastanti autorizzate. Sarebbe un peccato perché una demolizione, per quanto limitata, assumerebbe un grande valore emblematico.

Stefano Ferrari, «La Provincia» 7 ottobre 2012

«Quell’autosilo è abusivo»

«Per avere un’idea delle condizioni in cui versa oggi la piana tra Ossuccio e Lenno, basta salire al Santuario del Soccorso… Dalla terrazza del santuario si gode di una vista unica sulla Zoca de l’Oli, ma se qualcuno non ci fosse mai stato, o mancasse di farlo da qualche anno, rischierebbe di restarci molto male. Oggi le piante d’ulivo che hanno reso famosa questa zona sono relegate entro scampoli di terreno sempre più angusti, ritagliati tra centinaia di costruzioni, ville, villette o palazzine che hanno davvero trasformato il panorama del santuario fino all’abbazia dell’Acquafredda, sopra l’abitato di Lenno.

Contro il proliferare semi incontrollato di nuove costruzioni negli ultimi anni si è fatto poco. Ci si sono messi di buzzo buono giusto la Procura della Repubblica, alcuni gruppi di cittadini, associazioni ambientaliste che quando possono denunciano (da queste parti è attiva per esempio «La Cruna del Lago», cui si devono diversi esposti) e il Corpo Forestale dello Stato che, al pari della Magistratura tenta di vigilare e di applicare norme bizantine spesso vanificate dai soliti condoni. Il processo che si aprirà a Como a marzo riguarda un abuso edilizio asseritamente commesso proprio a Ossuccio, lungo la Regina, ed è uno dei pochi casi – quantomeno in termini percentuali – in cui un esposto in materia edilizia approda in un’aula di giustizia. Riguarda una costruzione senz’altro non ‘mostruosa’ ma comunque realizzata, se è vero quel che sostiene il pm Simone Pizzotti, senza troppo badare alle regole. L’imputato è un uomo piuttosto conosciuto in tutto il mondo. Si chiama Benvenuto Puricelli ed è l’oste della locanda dell’Isola… Puricelli è accusato di aver costruito un autosilo a Spurano di Ossuccio, l’ennesimo sul lago, senza chiedere il permesso. O meglio, di avere sì richiesto un permesso, ma per tutt’altro. Una ventina di metri prima di quel che resta dell’ex hotel Miralago – e di fronte al nuovo porticciolo del paese, altro progetto al centro di una controversa indagine penale – Puricelli, da committente, ha fatto costruire un bed&breakfast, una piccola struttura alberghiera sostenuta da un parcheggio.

A Ossuccio si dice che l’idea fosse quella di realizzare uno spazio per la sosta destinato ai futuri clienti dell’albergo Miralago, per il quale si prevedeva un intervento di recupero. Ma al di là del movente, c’è la violazione. Che secondo la Procura si configura così: insieme al direttore dei lavoro e al titolare dell’impresa edile cui era stato affidato il cantiere (Giorgio Luppi e Giacomo Molinari, dell’omonima impresa di Livo) avrebbe costruito «in assenza di legittimo provvedimento concessorio le seguenti opere abusive: una autorimessa seminterrata multipiano con soprastante edificio a uso turistico ricettivo, senza rispettare i principali parametri edilizi, avendo l’opera una volumetria di mc 4483 a fronte di una volumetria massima consentita di mc 3680». Il tutto su un’area sottoposta a vincolo ambientale e a vincolo idrogeologico. Il processo è fissato per il 6 marzo. Tira aria di condono. Se così fosse finiranno tutti assolti.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezioneCookie