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STATISTICHE

Ossuccio: investimenti discutibili

Ossuccio. Un comune indebitato 

a causa di investimenti discutibili

Ha suscitato un certo scalpore l’articolo comparso su «La Provincia» il 7 dicembre 2012 relativamente alla notevole esposizione debitoria del Comune di Ossuccio: 2,5 milioni di euro per mutui bancari, che generano una previsione a lungo termine di circa 200mila euro annui in rimborsi. Il sindaco ribatte che si tratta di investimenti per il territorio, che daranno frutto nel tempo, e che il Comune ha risorse sufficienti per far fronte agli impegni. Senza entrare nel merito della questione amministrativa, si può comunque eccepire sull’opportunità di investimenti per trasformazioni del territorio (strade, parcheggi, urbanizzazioni), che vanno a incidere sulla qualità complessiva del paesaggio. Non si vuole demonizzare l’attività all’edilizia, ma solo mettere in guardia da un approccio eccessivamente mercantile allo schema di sviluppo che essa comporta, specie in ambiti paesaggisticamente sensibili come sul lago di Como. Come non ricordare il caso della trasformazione dell’ex Albergo Miralago, caldeggiata nel 2007 dall’allora sindaco Massimo Castelli per gli apporti in oneri di urbanizzazioni e compensazioni in opere pubbliche che avrebbe portato. Tutto questo, senza dare troppa importanza alla realizzazione di decine di unità immobiliari nel cuore della Zoca de l’Oli? L’articolo de «La Provincia» si conclude con le rassicurazioni del sindaco a proposito del patrimonio fondiario dell’ex Opera Pia Giovio: non verranno toccate per ripianare i debiti. Ci mancherebbe altro: il lascito, infatti, subordina qualsivoglia destinazione a finalità sociale e a questo proposito già le recenti alienazioni, apparentemente a scopo di cassa, hanno suscitato qualche dubbio di liceità.
 
 
«La Provincia»
 
Venerdì 7 dicembre 2012
 
Matrimoni fra Comuni
 
Ossuccio ha una dote di debiti
 
Il sindaco Cantoni: «è vero, ci sono mutui per 2,5 milioni ma anche risorse adeguate»
 
Sul giudizio della Corte dei conti: «Solo raccomandazioni, non imposizioni»
 
 
Ossuccio
 
Marco Luppi
 
Il Comune rifiuta la maglia nera di paese indebitato. L’orizzonte della fusione delle amministrazioni tremezzine sembra essere offuscato dal fatto che ci sono paesi che vantano un bilancio in splendida salute come Tremezzo, altri che reggono bene come Lenno. Altri ancora, come nel caso di Mezzegra, che hanno stretto i cordoni della spesa con l’obiettivo di abbattere per quanto possibile i debiti contratti in passato, specialmente per quanto attiene la riqualificazione del parco pubblico di Azzano-Portezza, onde riportare il dare-avere a migliori condizioni.
 
Poi c’è Ossuccio che ha molti debiti in quanto nella successione degli anni le amministrazioni comunali hanno acceso mutui per finanziare opere pubbliche, comprese quelle da poco ultimate sull’Isola Comacina, e ora debbono confrontarsi con le annualità di rimborso di capitali e interessi. Il problema di questi tempi è riferito al fatto che in caso di fusione i debiti di un paese i debiti di un paese andrebbero a gravare sul bilancio del Comune unico condizionando servizi e investimenti.
 
Tra comuni cicala e comuni formica il più esposto è dunque Ossuccio, ma il sindaco Giorgio Cantoni difende l’operato dell’amministrazione e non ci sta a vedere il suo paese nella blacklist dei più indebitati al quale la Corte dei conti non molto tempo fa ha chiesto una esplicita spiegazione.
 
«Si, è vero che abbiamo acceso diversi mutui e che la situazione comporta un certo impegno per i rimborsi. Confermo che i prestiti iscritti a bilancio sono circa due milioni e mezzo di euro e tenuto conto degli interessi il carico è ancora maggiore con necessità di rimborsare circa 200mila euro all’anno – dichiara Giorgio Cantoni – ma respingo critiche e preoccupazioni. Il bilancio è sano, abbiamo capacità sufficienti per fronteggiare l’evenienza, non ci sono buchi, anzi dal momento che di contabilità e finanze me ne intendo voglio dire che la situazione è sotto controllo e tale da non destare preoccupazioni».
 
«Del resto – prosegue – il revisore dei conti ha dato parere favorevole con solo qualche raccomandazione alla prudenza della quale terremo conto, ma non ci sono state imposizioni né da parte sua né dalla Corte dei conti. Non abbiamo debiti contestabili, i fornitori vengono regolarmente pagati, le entrate sono adeguate. Vantiamo beni al sole e per abbattere il debito potremmo anche procedere all’alienazione di alcuni box di proprietà comunale, terreni e posteggi auto, ma non lo facciamo».
 
«Non intendiamo – conclude – neanche toccare i beni dell’Opera Pia Giovio che sono diventati comunali, una proprietà che da sola vale decine di milioni di euro. Abbiamo l’Imu alta, 5 per mille per la prima casa, 9,2 per le altre, ma Ossuccio è Ossuccio e quanto ad attrattive non è paragonabile ad altri paesi».
 
BOX
 
«Investito nel territorio»
 
Il sindaco Giorgio Cantoni, già direttore di banca, sostiene che l’avere contratto debiti a fronte di cospicue opere pubbliche non è un demerito, anzi rappresenta un atto di fiducia per il futuro della collettività. «Avevamo la perla del territorio, l’Isola Comacina, che era inaccessibile, l’abbiamo bonificata con valorizzazione dei tesori archeologici. La depurazione è opera finita ma ci è costata un occhio della testa in quanto l’adduzione dei reflui al depuratore di Colonno è stata ben più onerosa rispetto a quanto sostenuto dai paesi che si sono allacciati all’impianto di Menaggio. Ma così è stato deciso a livello provinciale. Abbiamo fatto strade e aperto parcheggi verso la Madonna del Soccorso, patrimonio dell’Unesco, poi scuole che servono il territorio, l’acquedotto è a norma e in campo sociale ce la stiamo mettendo tutta. Se si vuole lo sviluppo del territorio, si deve investire. Noi l’abbiamo fatto e i risultati si vedranno».

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