La Provincia – 28 aprile 2010
COLONNO
Autosilo brutto:
il nuovo sindaco alza le braccia
Luciano Soldati: «Ormai gli abitanti sono rassegnati»
Preoccupazione per i pericoli dell’uscita in strettoia
Oltre che brutto sotto tutti gli aspetti, l’autosilo di Colonno, raddoppiato quanto a capienza in corso d’opera, ora rischia di diventare anche pericoloso per la questione degli accessi in fregio alla statale Regina. Chi proviene da Como e deve entrare nella struttura dovrebbe effettuare un’azzardata manovra di svolta a sinistra invadendo la carreggiata in prossimità di una curva priva di visibilità, una condizione che nel segno della sicurezza non dovrebbe mai essere autorizzata. Stesso discorso per chi in uscita dall’autosilo dovrebbe dirigersi verso Menaggio. L’unica possibilità di ingresso e di uscita in condizioni di relativa sicurezza è attuabile in direzione di Como. Cosa fare allora? Dove andare a girare la macchina per coloro che provengono da Como o che devono uscire per recarsi a Sala Comacina, Ossuccio, Lenno? Come è stato possibile rilasciare le autorizzazioni a costruire in siffatte condizioni di difficoltà? Chi dovrà risolvere il problema? Gli interrogativi, uno più pressante dell’altro, si rincorrono tenuto conto che l’opera è quasi finita e seppur a fronte della solo parziale vendita dei 63 box per 70 posti auto a 33-35 mila euro ciascuno, all’interno già ci sono le luci accese. Come a dire che tra non molto il cancello verrà aperto alle prime auto. La polizia locale dell’unione della Tremezzina non è stata consultata neppure per la richiesta di un parere. L’assessore alla viabilità dell’unione comuni Mario Pozzi non è stato interpellato e lo stesso discorso vale per il sindaco di Colonno, Luciano Soldati.
«Sono stato io a chiedere conto a uno dei soci della Srl Nolcino che ha costruito l’autosilo - dichiara il primo cittadino colonnese - e mi è stato risposto che le competenze in fatto di autorizzazioni spettano all’Anas e in ogni caso l’entrata dovrà avvenire esclusivamente dalla direzione Menaggio-Como. Chi esce dovrà immettersi nella medesima direzione. Presupposti che verranno inseriti negli atti da stipulare tra società costruttrice e acquirenti». In paese comunque si sussurra che potrebbe essere spostato l’impianto semaforico con
attribuzione agli utenti dell’autosilo di un congegno elettronico in grado di bloccare il traffico per il tempo necessario all’entratauscita, ma in tal caso aumenterebbero le interruzioni dei flussi sulla Regina con ulteriori conseguenze per la già precaria viabilità nella strettoia colonnese. Non c’è nulla di ufficiale, voci che rimangono voci.
Sull’aspetto della parete grigia a strapiombo sulla statale con vista dal lago che deturpa il paesaggio dell’antico borgo caratterizzato da case medioevali o addirittura tardo romane, il sindaco Soldati allarga desolatamente le braccia come a dire che le scelte non appartengono alla sua amministrazione, ma a quelle di Elisabeth Soldarini. Aggiunge soltanto che la gente guarda all’opera con rassegnazione, tenendo conto di alcuni benefici che potranno derivare sia per il ricovero di auto in un paese dove non ci sono spazi, che per la possibilità attraverso la rampa interna di raggiungere il piazzale sovrastante dove ci sono diverse case. L’ampia superficie acquisita alla sommità oltre a permettere la risalita ai residenti per il carico-scarico, verrebbe in gran parte destinata a giardino pubblico con panchine per gli anziani, giochi per i bambini, punto di sosta. «A scegliere il grigio - dice Soldati - è stata la commissione paesaggio dell’unione dei comuni. All’origine infatti le pareti esterne erano previste con un’alternanza di tinte pastello
che a mio modesto avviso avrebbero potuto attenuare l’impatto, ma gli esperti hanno pensato alle due gradazioni di grigio come soluzione migliore agli effetti della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio. Può darsi che abbiano ragione». Nella bruttura generale c’è uno stridente motivo in più rappresentato dalle inferriate poste
alle finestre. Nella ferita inferta al lago per tutti i tempi che verranno s’è toccato il fondo e al confronto l’autosilo chiaccherato di Ossuccio, mascherato con pietra a vista e i gelsomini rampicanti, appare perfino bello.
Marco Luppi
OSSUCCIO
A Ossuccio sembra una meraviglia
A parte l’altezza e l’ingombro, la differenza tra l’autosilo di Colonno che offende il paesaggio lariano e quello di Spurano che qui l’operazione è stata interamente gestita dal comune. I risultati sono evidenti, nel senso che la struttura ossucese a due piani, uno a livello della Regina più quello superiore, è stata mantenuta entro limiti accettabili con 36 box. Un’entità che era stata prevista pure per Colonno, ma poi l’imprenditore privato collegato alla società Nolcino Srl, aveva ottenuto dalla passata amministrazione comunale l’autorizzazione a raddoppiare i volumi. A Spurano l’amministrazione
di Massimo Castelli ha mascherato la struttura con pietra moltrasina a vista e gelsomini. La struttura era costata 450mila euro e i 36 box, uno indipendente dall’altro, sono stati venduti ai cittadini residenti in base a un bando a un costo di circa 20mila euro. Il comune non aveva messo in conto guadagni, ma aveva ottenuto un duplice risultato, quello di acquisire un doppio box per il ricovero dei mezzi municipali più un parcheggio pubblico di 20 posti. I residenti lo possono utilizzare gratis, gli esterni d’estate pagano un ticket. La gestione dell’autosilo avviene come un normale condominio
con una quarantina di euro all’anno per spese comuni e irrigazione automatizzata del gelsomini.
Marco Luppi
Autosilo brutto:
il nuovo sindaco alza le braccia
Luciano Soldati: «Ormai gli abitanti sono rassegnati»
Preoccupazione per i pericoli dell’uscita in strettoia
Oltre che brutto sotto tutti gli aspetti, l’autosilo di Colonno, raddoppiato quanto a capienza in corso d’opera, ora rischia di diventare anche pericoloso per la questione degli accessi in fregio alla statale Regina. Chi proviene da Como e deve entrare nella struttura dovrebbe effettuare un’azzardata manovra di svolta a sinistra invadendo la carreggiata in prossimità di una curva priva di visibilità, una condizione che nel segno della sicurezza non dovrebbe mai essere autorizzata. Stesso discorso per chi in uscita dall’autosilo dovrebbe dirigersi verso Menaggio. L’unica possibilità di ingresso e di uscita in condizioni di relativa sicurezza è attuabile in direzione di Como. Cosa fare allora? Dove andare a girare la macchina per coloro che provengono da Como o che devono uscire per recarsi a Sala Comacina, Ossuccio, Lenno? Come è stato possibile rilasciare le autorizzazioni a costruire in siffatte condizioni di difficoltà? Chi dovrà risolvere il problema? Gli interrogativi, uno più pressante dell’altro, si rincorrono tenuto conto che l’opera è quasi finita e seppur a fronte della solo parziale vendita dei 63 box per 70 posti auto a 33-35 mila euro ciascuno, all’interno già ci sono le luci accese. Come a dire che tra non molto il cancello verrà aperto alle prime auto. La polizia locale dell’unione della Tremezzina non è stata consultata neppure per la richiesta di un parere. L’assessore alla viabilità dell’unione comuni Mario Pozzi non è stato interpellato e lo stesso discorso vale per il sindaco di Colonno, Luciano Soldati.
«Sono stato io a chiedere conto a uno dei soci della Srl Nolcino che ha costruito l’autosilo - dichiara il primo cittadino colonnese - e mi è stato risposto che le competenze in fatto di autorizzazioni spettano all’Anas e in ogni caso l’entrata dovrà avvenire esclusivamente dalla direzione Menaggio-Como. Chi esce dovrà immettersi nella medesima direzione. Presupposti che verranno inseriti negli atti da stipulare tra società costruttrice e acquirenti». In paese comunque si sussurra che potrebbe essere spostato l’impianto semaforico con
attribuzione agli utenti dell’autosilo di un congegno elettronico in grado di bloccare il traffico per il tempo necessario all’entratauscita, ma in tal caso aumenterebbero le interruzioni dei flussi sulla Regina con ulteriori conseguenze per la già precaria viabilità nella strettoia colonnese. Non c’è nulla di ufficiale, voci che rimangono voci.
Sull’aspetto della parete grigia a strapiombo sulla statale con vista dal lago che deturpa il paesaggio dell’antico borgo caratterizzato da case medioevali o addirittura tardo romane, il sindaco Soldati allarga desolatamente le braccia come a dire che le scelte non appartengono alla sua amministrazione, ma a quelle di Elisabeth Soldarini. Aggiunge soltanto che la gente guarda all’opera con rassegnazione, tenendo conto di alcuni benefici che potranno derivare sia per il ricovero di auto in un paese dove non ci sono spazi, che per la possibilità attraverso la rampa interna di raggiungere il piazzale sovrastante dove ci sono diverse case. L’ampia superficie acquisita alla sommità oltre a permettere la risalita ai residenti per il carico-scarico, verrebbe in gran parte destinata a giardino pubblico con panchine per gli anziani, giochi per i bambini, punto di sosta. «A scegliere il grigio - dice Soldati - è stata la commissione paesaggio dell’unione dei comuni. All’origine infatti le pareti esterne erano previste con un’alternanza di tinte pastello
che a mio modesto avviso avrebbero potuto attenuare l’impatto, ma gli esperti hanno pensato alle due gradazioni di grigio come soluzione migliore agli effetti della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio. Può darsi che abbiano ragione». Nella bruttura generale c’è uno stridente motivo in più rappresentato dalle inferriate poste
alle finestre. Nella ferita inferta al lago per tutti i tempi che verranno s’è toccato il fondo e al confronto l’autosilo chiaccherato di Ossuccio, mascherato con pietra a vista e i gelsomini rampicanti, appare perfino bello.
Marco Luppi
OSSUCCIO
A Ossuccio sembra una meraviglia
A parte l’altezza e l’ingombro, la differenza tra l’autosilo di Colonno che offende il paesaggio lariano e quello di Spurano che qui l’operazione è stata interamente gestita dal comune. I risultati sono evidenti, nel senso che la struttura ossucese a due piani, uno a livello della Regina più quello superiore, è stata mantenuta entro limiti accettabili con 36 box. Un’entità che era stata prevista pure per Colonno, ma poi l’imprenditore privato collegato alla società Nolcino Srl, aveva ottenuto dalla passata amministrazione comunale l’autorizzazione a raddoppiare i volumi. A Spurano l’amministrazione
di Massimo Castelli ha mascherato la struttura con pietra moltrasina a vista e gelsomini. La struttura era costata 450mila euro e i 36 box, uno indipendente dall’altro, sono stati venduti ai cittadini residenti in base a un bando a un costo di circa 20mila euro. Il comune non aveva messo in conto guadagni, ma aveva ottenuto un duplice risultato, quello di acquisire un doppio box per il ricovero dei mezzi municipali più un parcheggio pubblico di 20 posti. I residenti lo possono utilizzare gratis, gli esterni d’estate pagano un ticket. La gestione dell’autosilo avviene come un normale condominio
con una quarantina di euro all’anno per spese comuni e irrigazione automatizzata del gelsomini.
Marco Luppi