La Provincia – 12 maggio 2010

ARGEGNO
Basta proroghe:
Pigra resterà senza la funivia


Chiuderà venerdì 21 e non riaprirà senza ammodernamenti
Poche corse di bus sostitutivi in attesa dei soldi per i lavori


Autobus verso Argegno al posto della funivia, che da venerdì 21 chiuderà i battenti in attesa dell’ammodernamento dell’impianto, imposto dalla legge dopo quarant’anni di attività. Sono passati due anni da quando il ministero dei trasporti ha concesso la proroga per mettere in sicurezza la funivia. Un altro rinvio è impensabile, non ci sono precedenti. E non ci sono nemmeno i soldi, quindi, chissà quando l’impianto riaprirà. «Al momento quella dell’utilizzo degli autobus è la sola soluzione percorribile. Venerdì ci sarà un incontro con l’assessore provinciale ai trasporti e i vertici dell’Asf per le corse sostitutive» - afferma il sindaco, Luigi Salati - «I disagi per la popolazione, non solo per pendolari e studenti, saranno inevitabili: attualmente c’è una discesa ogni mezz’ora, i collegamenti in bus saranno decisamente di meno». «Il progetto di ammodernamento c’è, ora occorre la copertura finanziaria dell’appalto. Servono poco più di 800mila euro, una cifra fuori della portata del bilancio comunale» - annuncia Salati - «La nostra quota sarà al massimo del cinque per cento, il 15 per cento sarà a carico della Provincia, mentre il resto della cifra dovrà arrivare dalla Regione». Che finora, non è intervenuta.
Giovedì 20, ultima corsa. «Non ci sarà bisogno nemmeno dell’ordinanza: le macchine saranno fermate "ope legis". Le direttive imposte dal ministero dei trasporti sono inflessibili: una sola proroga entro i limiti temporali fissati dalla legge, il decreto ministeriale del 2 gennaio 1985 non consente ulteriori differimenti» - osserva peraltro il primo cittadino - «Il 20 maggio del 2008 i tecnici del ministero dei trasporti Giovanni Lanati e Carmela Caramia, sulla scorta anche della relazione tecnica redatta dall’ingegner Teodoro Berera, direttore di esercizio dell’impianto, avevano espresso parere favorevole al differimento, previa indicazione degli interventi che si sarebbero dovuti eseguire entro appunto venerdì 21». E i tre dipendenti a tempo indeterminato che vi lavorano, nel frattempo, che faranno? «Non è prevista la risoluzione dei loro contratti. Il Comune deciderà d’impiegarli diversamente». Si è intanto mobilitato per salvare la funivia l’intero consiglio provinciale: ieri ha votato all’unanimità una mozione presentata dal consigliere Mario Pozzi. «Siamo tutti d’accordo che la funivia debba essere salvata. Il nostro impegno finanziario è fuori discussione» - precisa Pozzi - «Nei prossimi giorni l’assessore ai trasporti, Patrizio Tambini, andrà in Regione per perorare la causa di Pigra». «In consiglio abbiamo intanto gettato le basi per una futura gestione pubblica sovralocale dell’impianto, simile a quella della funicolare di Brunate» - conclude il consigliere - «È impensabile che un piccolo Comune come Pigra possa farcela da solo».
Francesco Aita

La Provincia – 21 maggio 2010
 
«Oggi l’ultima corsa della funivia»

Si chiude un’epoca ma c’è chi spera
Il sindaco: «Ci stiamo dando da fare, potrebbe arrivare il contributo della Regione»


Per quarant’anni, grazie alla funivia, il paese è rimasto un luogo di forte valenza attrattiva, una cartolina piacevole che conserva una fresca situazione paesaggistica. Oggi alle 16,30, il caposervizio fermerà gli argani, forse per un anno, forse per sempre. Scuote la testa Mariano Ceschina, una vita passata in comune, sindaco quando il giovane Antonio Di Pietro arrivava in funivia per fare il segretario comunale. Non vuole parlare l’uomo che da tutti è ancora considerato la voce più autorevole del paese. Dietro quel silenzio mesto forse la consapevolezza che l’impianto non sarà più riattivato. La gente di Pigra scalpita, vuole sapere, è pronta a mobilitarsi, a scendere in piazza e a bloccare la statale Regina. Il sindaco in carica, Luigi Salati, invita alla calma. «In questo momento potrebbe essere un boomerang, aspettiamo gli eventi. Ci stiamo muovendo a 360 gradi. Non è detto che gli 800mila euro che dovrebbero essere messi sul piatto dalla Regione non possano arrivare». Ma dal Pirellone non arriva nessun segnale. Colpa delle recenti elezioni sussurra qualcuno. Ma la verità potrebbe essere un’altra: «Con questi chiari di luna - afferma il consigliere di opposizione Renzo Pizzaia - la Regione guarda altrove. E Pigra putroppo non rappresenta una priorità. Come ho sempre detto bisognava muoversi prima e valorizzare il percorso. Abbattere le barriere architettoniche nella stazione di Argegno e chiedere i finanziamenti ancor prima della concessione della proroga. Ma la colpa non è solo di Salati. Per le responsabilità bisogna andare indietro nel tempo». Marianna Ceschina, tra le più anziane del paese si è detta pronta a prendere carta e penna e a scrivere ai politici, anche a quelli romani.«Le forze per scendere sulla strada non me lo consentono . Ma la lucidità per dire quello che penso non mi manca - dice nonna Marianna. Ho mantenuto la mia amicizia con Di Pietro e a lui per primo mi rivolgerò in questi giorni per fargli sapere cosa sta accadendo nel nostro paese. Non è giusto essere abbandonati e dimenticati in questo modo». Per Franco Mirani, vicesindaco negli Anni novanta proprio con Mariano Ceschina, la chiusura della funivia non è solo un disagio ma rappresenta un duro colpo alle attività produttive del paese.«Bar e ristoranti che specialmente in estate potevano contare su l’affluenza turistica che arrivava dal lago, resteranno al palo. Lo stop dei traffici avrà una ricaduta negativa sull’intera comunità e non solo sulle attività ricettive». Da venerdì anche il latte fresco che arrivava puntualmete con le prime corse da Argegno dovrà viaggiare su gomma così come scolari e lavoratori costretti a utilizzare le corse sostitutive degli autobus messi a disposizione dall’Asf.
Francesco Aita