La Provincia – 15 maggio 2010
ISOLA COMACINA
Ticket per l'Isola. I contrari non mancano
Paolo Bellosi: «Alla fine pagano sempre i poveri cristi»
Fiorenzo Bordoli: «Il turismo potrebbe risentirne»
Ticket per poter girare sull'Isola Comacina, sì o no? Con il conferimento di un nuovo volto all'Isola, il comune di Ossuccio, che ha assunto il ruolo di custode, ha deciso di introdurre il ticket dalla prossima estate con inserimento della Comacina nel circuito degli itinerari turistici lariani con visite guidate di gruppi come avviene per le ville Carlotta, Melzi, Monastero e Balbianello. L'entità del biglietto non è ancora stata decisa, fermo restando l'esonero dal pagamento per gli abitanti di Ossuccio e Sala Comacina oltre a quelli che sono diretti alla locanda o agli spazi attorno al bar della Botte. Il proposito del sindaco Giorgio Cantoni sarebbe quello di limitare i valori con destinazione dei proventi all'esclusiva opera di manutenzione del verde e di valorizzazione dei siti. L'idea del biglietto sta registrando dei pro e dei contro in quanto non tutti sono d'accordo nell'introduzione di un aggravio alle famiglie che da tanto tempo erano abituate a raggiungere l'Isola con il traghetto o con il battello per trascorrere una giornata all'aria aperta su scogli e spiaggette. Decisamente contrario a qualsiasi tipo di pagamento è l'assessore alla cultura del comune di Colonno, Paolo Bellosi. «È un provvedimento che non condivido né politicamente né sotto il profilo culturale in quanto a pagare alla fine sono sempre i poveri cristi, gente che va sull'Isola in cerca di un po' di tranquillità con il proposito di prendere il sole o fare il bagno. Per Villa Carlotta e le altre nobili dimore lariane il discorso è diverso in quanto hanno da offrire peculiarità. Per Pasqua sono stato in Toscana, Umbria, Marche e per giorni ho girato in bicicletta, ho visto cose meravigliose senza pagare un centesimo. Basterebbe osservare i richiami del centro storico di Urbino liberi a tutti. Non vorrei che i proventi dei biglietti venissero investiti in operazioni simili alla costruzione delle tre caravelle, pagate con denaro pubblico per dare lustro alla sagra di San Giovanni e poi andate alla malora». Il sindaco di Sala Comacina, Fiorenzo Bordoli, avanza qualche perplessità. «Non sono contrario al biglietto in linea di principio - dice - ma sono molto preoccupato per il risultato, non vorrei che il turismo dei nostri paesi ne risentisse. Sala, finora, ha sopportato un sacrificio notevole in termini di viabilità e parcheggi quale punto di partenza dei traghetti verso un bene che appartiene a un altro paese eppure non ha mai fatto pagare l'occupazione degli spazi. Non sono stato consultato in merito alle iniziative, eppure avrei potuto dare qualche contributo». Un sì incondizionato viene dal presidente dell'associazione albergatori Lago di Como Alberto Proserpio. «Finalmente - dice Proserpio - si potrà disporre di una fonte di finanziamento per la manutenzione dell'Isola e fronteggiare il degrado degli anni passati». Albertina Nessi, figlia del mitico Cotoletta, autrice del libro «L'Isola che c'era» prossimo alla seconda edizione, plaude alle iniziative rivolte alla valorizzazione della Comacina. «Sono arrivata sull'Isola quando avevo due anni e sono cresciuta su quelle alture – dice la scrittrice-regista - vedo con piacere le opere in buona parte realizzate per il ripristino dei percorsi e la riscoperta delle testimonianze archeologiche rimaste sepolte dalla vegetazione infestante. Mio padre sarebbe stato felicissimo. È stato un pioniere nel rilancio di quell'approdo. Credo che a distanza di anni si stia procedendo nella direzione indicata proprio dal Cotoletta».
Marco Luppi
Ticket per l'Isola. I contrari non mancano
Paolo Bellosi: «Alla fine pagano sempre i poveri cristi»
Fiorenzo Bordoli: «Il turismo potrebbe risentirne»
Ticket per poter girare sull'Isola Comacina, sì o no? Con il conferimento di un nuovo volto all'Isola, il comune di Ossuccio, che ha assunto il ruolo di custode, ha deciso di introdurre il ticket dalla prossima estate con inserimento della Comacina nel circuito degli itinerari turistici lariani con visite guidate di gruppi come avviene per le ville Carlotta, Melzi, Monastero e Balbianello. L'entità del biglietto non è ancora stata decisa, fermo restando l'esonero dal pagamento per gli abitanti di Ossuccio e Sala Comacina oltre a quelli che sono diretti alla locanda o agli spazi attorno al bar della Botte. Il proposito del sindaco Giorgio Cantoni sarebbe quello di limitare i valori con destinazione dei proventi all'esclusiva opera di manutenzione del verde e di valorizzazione dei siti. L'idea del biglietto sta registrando dei pro e dei contro in quanto non tutti sono d'accordo nell'introduzione di un aggravio alle famiglie che da tanto tempo erano abituate a raggiungere l'Isola con il traghetto o con il battello per trascorrere una giornata all'aria aperta su scogli e spiaggette. Decisamente contrario a qualsiasi tipo di pagamento è l'assessore alla cultura del comune di Colonno, Paolo Bellosi. «È un provvedimento che non condivido né politicamente né sotto il profilo culturale in quanto a pagare alla fine sono sempre i poveri cristi, gente che va sull'Isola in cerca di un po' di tranquillità con il proposito di prendere il sole o fare il bagno. Per Villa Carlotta e le altre nobili dimore lariane il discorso è diverso in quanto hanno da offrire peculiarità. Per Pasqua sono stato in Toscana, Umbria, Marche e per giorni ho girato in bicicletta, ho visto cose meravigliose senza pagare un centesimo. Basterebbe osservare i richiami del centro storico di Urbino liberi a tutti. Non vorrei che i proventi dei biglietti venissero investiti in operazioni simili alla costruzione delle tre caravelle, pagate con denaro pubblico per dare lustro alla sagra di San Giovanni e poi andate alla malora». Il sindaco di Sala Comacina, Fiorenzo Bordoli, avanza qualche perplessità. «Non sono contrario al biglietto in linea di principio - dice - ma sono molto preoccupato per il risultato, non vorrei che il turismo dei nostri paesi ne risentisse. Sala, finora, ha sopportato un sacrificio notevole in termini di viabilità e parcheggi quale punto di partenza dei traghetti verso un bene che appartiene a un altro paese eppure non ha mai fatto pagare l'occupazione degli spazi. Non sono stato consultato in merito alle iniziative, eppure avrei potuto dare qualche contributo». Un sì incondizionato viene dal presidente dell'associazione albergatori Lago di Como Alberto Proserpio. «Finalmente - dice Proserpio - si potrà disporre di una fonte di finanziamento per la manutenzione dell'Isola e fronteggiare il degrado degli anni passati». Albertina Nessi, figlia del mitico Cotoletta, autrice del libro «L'Isola che c'era» prossimo alla seconda edizione, plaude alle iniziative rivolte alla valorizzazione della Comacina. «Sono arrivata sull'Isola quando avevo due anni e sono cresciuta su quelle alture – dice la scrittrice-regista - vedo con piacere le opere in buona parte realizzate per il ripristino dei percorsi e la riscoperta delle testimonianze archeologiche rimaste sepolte dalla vegetazione infestante. Mio padre sarebbe stato felicissimo. È stato un pioniere nel rilancio di quell'approdo. Credo che a distanza di anni si stia procedendo nella direzione indicata proprio dal Cotoletta».
Marco Luppi