La Provincia - 17 maggio 2010

Bellagio
«Capannoni legittimi»
«Tardivo il ricorso contrario»


I capannoni di Guello restano al loro posto, il Consiglio di Stato ha deciso che sono decorsi i termini per il ricorso di primo grado, senza entrare nel merito delle motivazioni dei ricorrenti, ribaltando così la decisione del Tar della Lombardia. Si è passati insomma  a una sentenza che sostanzialmente non entra nel merito della questione, limitandosi a considerare la decadenza dei termini previsti. da una sentenza. Dopo che, nel giugno dello scorso anno, il Tar aveva espresso parere contrario ai capannoni e all'autorizzazione paesistica del Settore pianificazione e ambiente della Provincia di Como e all'autorizzazione ambientale emessa dal Comune di Bellagio.
«Risulta meritevole di accoglimento la prima ed assorbente censura – scrive il consiglio di stato nella sentenza -, con la quale la società appellante ha rilevato la tardività del ricorso di primo grado (notificato il 20 ottobre 2008)». Dopo quindi due anni di contenzioso legale i capannoni rosa di Guello restano al loro posto, come una macchia superflua di colore nel verde della montagna. L'avvocato del “Comitato di tutela ambientale di Guello” Lorenzo Spallino non usa termini morbidi nel commentare la decisione del Consiglio di Stato: «La sentenza da un lato afferma che il termine per impugnare la denuncia di inizio attività non decorre dalla data di apposizione del cartello, salva l'ipotesi in cui si deduca l'inedificabilità assoluta dei luoghi. Dall'altro afferma che nonostante la zona non sia assolutamente inedificabile il ricorso é tardivo perché sono passati sette mesi dall'apposizione del cartello. Sta di fatto che a ottobre 2008, ossia alla data di proposizione del ricorso, lo stato dei luoghi era quello rappresentato nella documentazione depositata in giudizio, ossia un cantiere nella fase iniziale».