La Provincia – 20 maggio 2010

LAGLIO
«Ruspe nel cantiere dell’autosilo bocciato»

La minoranza vuol vederci chiaro, il sindaco dice che è tutto in regola, la polizia locale pure


Un altro muro è stato eretto sul lago. Si tratta di uno sbarramento lungo più di 30 metri con un’altezza di oltre 2 realizzato con pannelli in legno multistrato. Da ieri rende impossibile la vista del lago dal piazzale di Torriggia Alta. La struttura, a quanto pare motivata dalla necessità di mettere in sicurezza gli scavi dell’autosilo bloccato dalla soprintendenza, dovrebbe avere carattere provvisorio, ma alla luce dei processi in atto con contestazioni e ricorsi al Tar c’è da pensare che una bruttura del genere debba rimanere in opera per tanto tempo. E’ un’altra ferita che si aggiunge al territorio, ben visibile anche dal lago. Nulla fino all’altro giorno lasciava presagire non solo la recinzione, ma anche l’inizio dei lavori per la ristrutturazione dell’edificio degli spogliatoi e servizi igienici dell’ex campo da tennis acquistato dalla stessa società dell’autosilo, la Pgf Srl di Morbegno, rappresentata dall’amministratore unico Alessandro Grilloni. Il progetto che di fatto ha comportato la quasi totale demolizione dell’immobile esistente con lo scopo di realizzare «un’unità residenziale monofamigliare», porta la firma dell’architetto Maurizio Moretti, capogruppo della maggioranza. Stando ai cartelli che contraddistinguono i contigui cantieri per la recinzione dell’autosilo bloccato e dell’edificio residenziale, le autorizzazioni del comune sono state regolarmente rilasciate, ma alcuni cittadini preoccupati per la foga con la quale sono state erette le palizzate e si è dato corso alle demolizioni, hanno chiamato i carabinieri per la presenza di un gioiello d’arte e di architettura rappresentato dalla chiesa di San Bartolomeo. Una vicinanza che ieri pomeriggio ha dato luogo a un ulteriore allarme in quanto una ruspa era in azione a poca distanza dal monumento. Secondo il sindaco Roberto Pozzi «le opere in corso sono state tutte autorizzate dagli uffici municipali con la dia numero 755 del 23 febbraio 2010 relativa alla recinzione e il permesso a costruire 1728 del 26 aprile 2010, rilasciati alla immobiliare Pgf e alla impresa Paganoni di Sondrio. «Non so chi abbia cercato di scomodare i carabinieri – dichiara Pozzi – ma da quanto mi ha comunicato il comandante della stazione di Cernobbio Martino Reale, gli uomini erano impegnati in altri servizi e della questione è stata interessata la polizia locale». La presidente dell’associazione Rive di Laglio Manuela Nuti prende posizione in merito agli interventi in atto e «richiama la necessità di fare chiarezza» mentre una vibrata protesta viene dal capogruppo della minoranza lagliese Luigi Brenna. «Quella recinzione offende il paesaggio e avrebbe dovuto essere fatta con strutture traforate – dichiara Brenna – poi non mi risultano rilasciate autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico da parte dei mezzi dell’impresa. Quanto all’immobile ex spogliatoi voglio capire se è tutto conforme alle regole. Ho sollecitato l’intervento della polizia locale». Sull’esito del sopralluogo il comandante Milko Tagliabue si limita a dichiarare che non sono stati rilevati automezzi in posizione irregolare, sanzioni per il momento non ne sono state notificate e al sindaco è stato inviato un rapporto di servizio».
Marco Luppi